Quercetto e il fiore che voleva restare libero

12 Feb 2026 | Le favole sui Funghi

Era il 14 Febbraio e nel bosco di Boscomariccia faceva freddo e l’aria era umida. Marco arrivò per primo nella radura. Si sedette su un tronco, soffiando sulle mani gelate, mentre il profumo di terra bagnata e le foglie marce dell’autunno si mescolavano intorno a lui. Poco dopo alcuni amici arrivarono, camminando tra gli alberi, curiosi di vedere cosa stesse accadendo.

Quercetto li aspettava sotto la sua quercia preferita, il cappello bruno leggermente illuminato dal sole. “Buongiorno piccoli amici” disse con voce calda. “Oggi vi parlerò di un fiore speciale e del vero amore.”
Marco inclinò la testa “Un fiore speciale?” chiese.
“Sì”, rispose Quercetto. “Immaginate un fiore che cresce libero nel bosco. Lo guardate mentre apre i petali al sole. Non lo strappate, non lo mettete in casa. Lo osservate, lo curate un po’, e lo lasciate crescere così com’è. Questo è l’amore vero. È bello prendersi cura senza trattenere, rispettare senza ferire.”

Marco vide un piccolo fiore sbucare tra l’erba. Allungò la mano per prenderlo, ma il fiore si piegò delicatamente come per respirare l’aria della radura. Marco ricordò le parole di Quercetto e capì che per amarlo davvero doveva lasciarlo crescere libero lì dove era.

Francesca osservò il fiore da lontano “E il possesso?” chiese.
“Il possesso è diverso” spiegò Quercetto “È come una gabbia dorata per un uccellino. Sembra che lo si protegga, ma in realtà era rinchiuso e non poteva volare libero nel cielo. L’amore vero non imprigiona. Lascia volare chi ami anche quando vorresti tenerlo accanto a te.”

Mario scoprì tra i cespugli un piccolo uccellino in una gabbia tutta d’oro. Decise di aprirla e l’uccellino volò via, felice di avere di nuovo la libertà. “Ora è felice” disse Mario, guardandolo scomparire tra gli alberi.

Claudia guardò un filo d’erba bagnato di pioggia “Quindi amare significa far stare bene qualcuno, anche se non è sempre con noi?”
“Proprio così” sorrise Quercetto. “Amare è come guardare il fiore crescere nel suo posto speciale. Lo proteggi, lo osservi, lo aiuti, ma non lo prendi per te. Così il fiore fiorisce e tutti lo possono ammirare. Il possesso lo rende solo un oggetto. L’amore lo rende vivo.”

Francesca annuì “Capisco. È come i nostri papà e le nostre mamme. Si devono amare davvero, con rispetto e fiducia, senza voler controllare o possedere l’altro. L’amore non impedisce di essere liberi, ma fa gioire mentre si cresce insieme.”
“Esatto” concluse Quercetto “Ogni giorno è un giorno per amare davvero. Non serve aspettare una festa. L’amore è dono, rispetto e libertà.”

Il vento passò tra le foglie e i bambini guardarono il bosco con occhi diversi. Ogni fiore, ogni albero, ogni creatura sembrava raccontare la stessa cosa: amare significa far crescere, non trattenere. Quella mattina Boscomariccia sembrava più viva e luminosa. I bambini, tornando a casa, portarono con sé un piccolo segreto: il vero amore non si misura con regali o parole vuote, ma con cura, rispetto e libertà, ogni giorno della vita.

Stephen Rye

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