Quella sera, nel bosco di Boscomariccia, l’aria era diversa. Non era silenziosa. Era piena di suoni piccoli, lenti. Foglie che si muovevano appena. Passi tra le radici senza fretta. Respiri corti, come se tutti stessero cercando il modo giusto di stare lì.
Quercetto non era al centro della radura.
Era un po’ più in là, vicino a una radice larga. Non aveva chiamato nessuno, ma i bambini erano arrivati lo stesso. Nessuno correva. Nessuno parlava subito. Uno alla volta si avvicinarono.
Marco, Sara e Simone si fermarono poco distanti, vicini tra loro. Martha e Mario si sedettero vicino a Quercetto. Poi arrivarono anche gli altri, riempiendo piano lo spazio attorno: Andrea, Claudia, Gianluca, Francesca, Nicola, Cristian, Rita.
Non servivano parole per capire che ciascuno portava qualcosa dentro. Il cerchio si formò da solo. Fu Martha a parlare per prima. «Quercetto… quando manca qualcuno perché fa così male?»
Quercetto abbassò appena il capo. «Perché era importante» disse piano «più di quanto si potesse pensare quando era presente.»
Mario guardò il terreno. «Sembra che manchi proprio una parte.» Quercetto annuì. «È così.»
Marco parlò con voce bassa. «Quella parte così importante… manca adesso.» Il cerchio rimase fermo. Simone aggiunse, quasi sottovoce: «E sembra che niente sia più come prima.»
Sara lasciò passare un momento, poi disse: «Da quando papà non c’è più… è come se anche la luce fosse andata via.» Nessuno aggiunse altro.
Quercetto respirò piano. «Vi racconto una storia» disse «non per spiegare, ma per restare dentro a quello che sentite.» Si sistemò meglio nella terra.
«In un mare lontano, la notte era fitta e scura. Le barche avevano bisogno di una luce per ritrovare la strada.» Fece una breve pausa.
«Quella luce veniva da un faro che i naviganti chiamavano familiarmente Carlo.»
Quercetto rimase in silenzio un istante. «E loro lo avevano sempre trovato lì. Era la loro certezza.» Sara abbassò lo sguardo. «Poi, un giorno, quella luce non si vide più come prima.» Qualcuno nel cerchio si strinse appena nelle spalle.
«Non perché fosse sparita» disse Quercetto «ma perché non era più dove la cercavano.»
Un vento leggero passò tra le foglie. «E quando succede, tutto sembra diverso. Più vuoto. Più difficile.» Marco rimase immobile. «Ma la luce non era finita.» Qualcuno alzò appena lo sguardo.
«Era cambiata. Era anche in chi l’aveva vissuta.» Simone guardò verso Quercetto. «Allora… non è andata via.» Mario ascoltava senza muoversi. «Così, un giorno, chi conosceva quella luce tornò insieme sulla riva.» «Senza sapere cosa fare» aggiunse Quercetto «ma senza voler restare da soli.» Sara respirò piano. «E sul mare arrivò una piccola barca. Dentro c’era una lanterna.» Il cerchio si fece più attento. «Non era forte. Ma era calda. Vicina. E sembrava familiare.» Martha sussurrò appena. «Capirono che la luce non era sparita. Era solo più difficile da vedere da soli.» Quercetto annuì. «E allora la portarono insieme.»
Il bosco rimase in ascolto.
«Quando la luce tornò nel faro, non era come prima. Era più grande. Perché non era più di uno solo.» Mario guardò gli altri. «Era di tutti.» Quercetto non aggiunse altro. Il silenzio rimase.
Sara respirò più lentamente. Marco restò fermo. Quercetto li guardò uno alla volta, poi disse:
«La vita non trattiene. La vita continua. E quello che abbiamo ricevuto… resta in quello che facciamo.» Nessuno parlò. Ma, senza accorgersene, si erano avvicinati un po’ di più.
Non perché qualcuno lo avesse chiesto. Ma perché era l’unico modo per restare insieme. E nel silenzio che seguì, nessuno si sentì davvero solo.
E se un giorno vi troverete a camminare in un bosco, quando la luce è bassa e l’aria sembra fermarsi tra gli alberi, fermatevi un istante. Chiudete gli occhi e ascoltate.
Forse sentirete il vento tra le foglie come onde lontane, e tra il profumo della terra e del muschio vi sembrerà di intravedere una luce che non si spegne.
È la stessa luce che guida le barche nel mare, e che nel bosco trova un altro modo per restare. E se resterete in silenzio abbastanza a lungo, forse vi sembrerà che la stessa luce che guida le barche nel mare passi anche tra gli alberi del bosco. Non come qualcosa da cercare. Ma come qualcosa che resta. E capirete, senza bisogno di parole, che ciò che è stato amore non si perde mai davvero, perché continua a trovare un modo per restare nel mondo.
Stephen Rye




